3 marzo 2011

Una "strana" nonnina


“[…] Ma vedendo che tutti gl’incanti riuscivano inutili, «siete voi che non volete,» disse. «Non istate poi a dirgli ch’io non v’ho fatto coraggio. Mangerò io; e ne resterà più che abbastanza anche per voi, per quando metterete a giudizio, e vorrete ubbidire.»
[…] «Venite a letto: cosa volete far lì, accucciata come un cane? S’è mai visto rifiutare i comodi, quando si possono avere?»
« No, no; lasciatemi stare»
«Siete voi che lo volete. Ecco, io vi lascio il posto buono: mi metto incomoda per voi. Se volete venire a letto, sapete come avete a fare. Ricordatevi che v’ho pregata più volte.[…]"

La vecchia, descritta dal Manzoni, ci viene presentata per la prima volta alla fine del ventesimo capitolo mentre Lucia, rapita con l’inganno dai bravi dell’Innominato, sta arrivando alla taverna della Malanotte.
Questa locanda si trovava all’inizio di una ripida strada in salita che portava al castello dell’Innominato.
La vecchia era la fedele serva dell’Innominato e non poteva ribellarsi perché nata in un mondo in cui chi aveva potere poteva sottomettere le persone più deboli. Da giovane donna si era sposata con un servo, il quale morì in una spedizione pericolosa e, da quando accadde questo, lei uscì sempre meno dal castello. È una donna priva di sentimenti e questo si può notare dal fatto che il Manzoni non lascia spazio nella vita della donna all’amore, nemmeno descrivendo il suo matrimonio. Inoltre ci viene descritta come una figura con qualcosa di stregonesco e grottesco insieme: mento appuntato, occhi infossati e la presenza delle occhiaie.
In questo romanzo ha il compito di assistere Lucia durante la permanenza nella sua stanza facendole coraggio, offrendole cibo. Tutto questo perché l’Innominato gliel’ha ordinato, infatti svolge il suo lavoro senza mostrare nessun segno di compassione nei confronti di Lucia, ma pensando soltanto a mangiare e a dormire, due delle cose importanti nella vita di qualunque persona.

I nonni, di solito, con i loro nipotini, tendono ad essere affettuosi, gentili e capaci di farsi amare viziandoli, comprando loro il gelato o le caramelle che la madre non metterebbe mai dentro la borsa della spesa. Ma sanno farsi rispettare in qualsiasi maniera a seconda della situazione e dell’età del nipote. In molte circostanze, però, sostituiscono i genitori quando questi non possono occuparsi dei propri figli, portandoli al mercato o al parco giochi. In questo modo riescono a passare anche loro una giornata divertente e, se faticosa, l’hanno fatto per far divertire i loro nipotini. E i vostri nonni come si comportano?

Zarantonello Gessica, 2^Ds

10 commenti:

  1. Anonimo06:28

    I nonni sicuramente rivestono un ruolo importante nella vita di un bambino e si possono considerare dei pilastri su cui ci si appoggia nei momenti di difficoltà. A volte però i genitori approfittano molto della loro disponibilità delegandogli compiti anche di educazione che spetterebbero ai genitori stessi. Personalmente mia mamma e mio papà hanno agito sempre correttamente, non lasciandomi troppe volte e per molto tempo a casa dei miei nonni, sebbene lavorassero. Infatti hanno sempre voluto che io e i miei fratelli crescessimo in autonomia, poiché questo ci sarebbe servito anche per il nostro futuro. La vecchietta descritta nel romanzo non evoca sicuramente l'immagine della nonna ideale, pronta e disponibile a dare e a ricevere amore; tuttavia il suo carattere freddo e non incline a trasmettere emozioni dipende dal suo vissuto trascorso in solitudine. Molto probabilmente il dolore per la perdita di suo marito l'ha inaridita talmente tanto da portala a chiudersi in se stessa sempre di più, rendendola incapace di provare compassione anche per una grande sofferenza come quella di Lucia.
    Alessia Liotto

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  2. Anonimo07:02

    La nonnina descritta nel romanzo non potrebbe mettersi a confronto con una nonna di oggi, ma non per colpa sua, ma della vita che le è stata data.
    Vivendo con una persona che non ha mai provato sentimenti, emozioni profonde del cuore, ed non è mai stata educata a vederle. Non sa che c'è un'altra faccia della medaglia. Non solo l'odio il disprezzo ma si puo anche provare, gioia, amore passione, compassione, ecc ...
    E la povera vecchietta è rimasta ancora più cieca con la perdita del marito, la vita non ha potuto darle quello che si meritava.
    Noi siamo una grande famiglia con piu di sette cugini da parte di mia mamma, quindi è sempre bello trovarsi insieme dai nonni alla domenica. I miei genitori non hanno mai ustao troppo la scusa: "Ti lasciamo dalla nonna perchè dobbiamo andare via".
    Ho sempre chiesto di andare a trovare i nonni perchè comunque a casa loro vivi tutta un'altra vita. Da piccola con la nonna facevo i vestiti per le bambole, preparavo torte, giocavo con gli altri cugini cose che a casa non facevo sempre. Poi a casa dei nonni ho sempre sentito una tranquillità maggiore dentro di me.
    Emma Baesso

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  3. Anonimo07:39

    Mi è piaciuto molto questo post !
    In un attimo ho ripercorso tutti i momenti passati ,nascondino , guardare le stelle , farsi il solletico , passare i pomeriggi a leggere milioni di storie , litigare per poi con un abbraccio fare pace . Ho passato un'infanzia fantastica , i miei genitori erano sempre via per lavoro ,trasferte varie e io ero sempre dai miei nonni. Mi hanno cresciuto , mi hanno insegnato a crescere e a diventare quella che sono ora , mi hanno sempre accontentata in tutto e non mi hanno mai fatto mancare niente .
    La vecchia nel romanzo secondo me priva di sentimenti perchè ha vissuto cose molto dolorose nella sua vita , le cose difficili da affrontare capitano e possono cambiarti , renderti più forti oppure più deboli.
    Il mio consiglio è : NON ignorate i nonni , godeteveli finchè potete.
    Maria Vaccaro

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  4. Anonimo13:00

    I nonni hanno un ruolo importante nella vita di tutti i bambini, sono come dei secondi genitori, anche se spesso tendono a viziare i proprio nipoti più di quanto un genitore farebbe. A volte però vengono assegnati loro compiti che invece spetterebbero ai genitori come l'educazione dei bambini, che deve venire prima di tutto dalla madre e dal padre. Fin da piccola, io insieme a mia sorella e ai nostri cugini, abbiamo passato molto tempo dai nonni quando i genitori lavoravano durante il giorno; vivendo vicini spesso restavamo da loro fino a sera a giocare insieme e allora le giornate volavano mentre noi ci divertivamo con le bambole che la nonna ci regalava, le storie che il nonno ci raccontava; ma non spendevamo la giornata solo a giocare, i nonni ci hanno infatti sempre insegnato quanto sia importante l'aiuto in una famiglia e perciò noi nipoti eravamo sempre felici di poter dare una mano a casa. Penso quindi di poter dire che da loro ho ricevuto una seconda educazione, che mi ha aiutato a crescere. La vecchietta di cui invece si parla nei Promessi Sposi, dal mio punto di vista, non può essere considerata una nonna. Con Lucia si è comportata in modo freddo e staccato e tutto fuor che comprensivo, non provava nemmeno a mettersi nei panni della povera Lucia, spaventata, terrorizzata da queste persone che l'avevano rapita. L'anziana signora pensava solamente a riprendersi tutte le comodità, buon cibo e un letto su cui dormire, che per quella notte erano state donate a Lucia; si è probabilmente sentita trascurata dall'Innominato che ha servito per anni, e gelosa del fatto che lui avesse, per quel breve periodo di tempo, preferito la giovane a lei, e quindi non fece nulla per aiutare in qualche modo la povera Lucia.Moro Beatrice

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  5. Anonimo16:25

    Ottimo post.
    Questa anziana signora quando deve trasmettere coraggio e rassicurazione nei confronti della povera Lucia è sforzata nel fare ciò infatti è comandata dal padrone,e quello che le viene ordinato,di consegnuenza,non è attuato di sua spontanea volontà.
    Quando ero piccola non era molto il tempo che trascorrevo con la nonna,ma il tempo speso insieme compensava il periodo in cui non ci vedavamo:andavamo al parco vicino casa,si immedesimava in personaggi fiabeschi pur di farmi ridere,comprava le caramelle che tanto mi piacevano per poi offrirmele ogni qualvolta la andassi a trovare,e nonostante l'eta,aveva ancora la forza di giocare con me,prendermi in braccio,farmi volare per aria,e ogni momento che passavamo insieme era particolare.
    Le nonne sono per me persone speciali,saggie,che trasmettono la loro sicurezza,che sanno quello che dicono e quello che fanno,sono in grado di darti consigli e pareri e per qualsiasi motivo tu abbia bisogno di loro,loro ci sono sempre.
    anche oggi mantengo un legame con la nonna,di certo il tempo che trascorriamo insieme non lo spendiamo per giocare,ma per trascorrere dei momenti in cui ci si può confidare,in cui si condividono le esperienze,in cui ricevere consigli e,perchè no,scherzare ancora.
    Zeudy Palazzi

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  6. Anonimo13:27

    Appena arrivata al castello dell'Innominato, Lucia viene accolta dalla vecchia, la fedele serva dell'Innominato. L'Innominato affida alla serva il compito di fare coraggio a Lucia e di accontentare ogni suo desiderio. Lucia a quanto pare però non vuole collaborare e invece di approfittare dei beni offerti dall'Innominato se ne sta tutta rannicchiata in un angolo della stanza.
    Da questo fatto nasce la gelosia della nonnina verso Lucia perché l'Innominato tratta meglio la giovane sconosciuta di lei, la sua serva fidata.
    La nonnina del romanzo dei Promessi Sposi è completamente diversa da una nonna di adesso.
    La nonna d'oggi è affettuosa e dolce. La nonna occupa nella società moderna e in tutte le famiglie un ruolo molto importante. E' quasi una seconda mamma per i nipoti ed il bene che le si vuole è immenso.
    Il vuoto che lascia una nonna quando muore è qualcosa di indescrivibile, un dolore incurabile.
    Da quando mia nonna non c'è più alla mia vita manca qualcosa e quel qualcosa è l'affetto che solo lei sapeva trasmettermi.
    Chiara Pegoraro

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  7. Anonimo17:19

    Penso che il comportamento e il carattere insensibile e opportunista della vecchia sia l'inevitabile conseguenza di anni e anni costretta ad obbedire sottomessa, per bisogno di sopravvivenza, in un ambiente ostile, duro e spietato; cosa che accadrebbe a chiunque al suo posto. Dopo tanti anni di freddezza, dunque, trovo comprensibile la difficoltà di questa donna ad aprirsi e a dare una svolta al mondo dei suoi sentimenti. Anche lei, però, come avverrà con la conversione dell'Innominato, avrebbe potuto cogliere l'occasione della presenza e della vicenda di Lucia per diventarne una "nonnina" adottiva, per lasciarsi andare e permettersi di vivere, dopo tanto tempo, un momento di affettuosità e di dono di sé. Avrebbe potuto proteggere Lucia, consolarla e incoraggiarla in modo autentico, non solo per obbedire ciecamente agli ordini del suo padrone, riscattando così il proprio cuore indurito.
    Personalmente, non riesco a capire l'associazione fatta tra il personaggio della vecchina e l'immagine comune di "nonna". A quest'ultima io lego solamente aspetti amorevoli, positivi, intimamente familiari e collegati ai momenti più teneri dell'infanzia di tutti noi. Trovo questo personaggio completamente sganciato e opposto a tutte le bellissime immagini che conserverò sempre dentro di me dei miei nonni. Quelli paterni sono stati presenti quotidianamente nei primi anni della mia vita, arricchendola di tutto ciò che i miei genitori non avevano il tempo di fare: torte in casa, passeggiate, lavoretti, racconti del passato, cura dell'orto e del giardino,... La nonna materna, abitando più lontana, mi ospitava offrendomi, quindi, tutto un mondo di dolcezza, fantasia e gioco alternativa a casa mia.
    Irene Mozzi

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  8. Anonimo18:10

    Ho notato fin da subito che quella signora non era realmente premurosa e interessata alla sorte di Lucia; dimostra una certa gelosia nei confronti di Lucia che rappresenta la "nuova arrivata" al castello dell Innominato e, nonostante ciò, le vengono date tutte le cure e assistenze necessarie per farle passare il tempo in tranquillità e privo di disagi, cose che all ' anziana signora in moltissimi anni di servizio nel castello non sono mai state concesse. Nonostante ciò ubbidisce senza pensarci due volte perché è, a quanto sembra, abituata ad eseguire ordini ed essere sottomessa con un' assenza quasi totale di interesse sulle sue opinioni.
    La sua presenza mi ha suscitato un forte senso di pena e compassione, anche se come personaggio non rientra tra i miei preferiti come stile di pensiero, carattere e azioni svolte nella trama del Romanzo.
    Elia Maran

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  9. Anonimo13:28

    I nonni assumono un ruolo importante nella vita di tutti i bambini. Tra nonni e nipoti c’è un legame unico e speciale, di complicità. I nonni, oltre a distribuire caramelle e tanto affetto, dispensano consigli con la loro saggezza. E’ proprio grazie a questa loro saggezza che alimentano la curiosità dei bambini. Da piccola ho passato molto tempo con i miei nonni, purtroppo non ho conosciuto la mia nonna materna ma ho instaurato un legame affettivo con mia zia e anche con i miei nonni paterni.
    La vecchietta del romanzo non assomiglia affatto ad una nonna. Il comportamento della “sciagurata” verso Lucia era freddo, scostante e controproducente. Infatti terrorizzava ancor più la ragazza. Era impegnata a sfruttare la pietà dell’Innominato verso Lucia e approfittava dei “comodi” che le erano riservati; non capiva lo stato d’animo della poveretta i cui rifiuti considerava capricci. Si domandava perché il suo padrone chiedeva così tante raccomandazioni verso la fanciulla. La sua figura non è certo quella delle nonne tradizionali ma piuttosto mi sembra la strega cattiva di certe fiabe che è lì per fare del male o comunque non fare del bene. Insomma una figura non certo edificante, ma priva di scrupoli e di compatimento.
    Francesca Dal Maso

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  10. Anonimo12:11

    Ho passato molto tempo a casa dei miei nonni da bambino, mi piaceva la loro casa, era spaziosa, accogliente, dispersa nei campi e la porta era sempre aperta per me. Invece, la nonnina del romanzo vede Lucia come una scocciatura, lei dopo averne passate tante di disgrazie vorrebbe una vita tranquilla, invece è costretta a badare ad una ragazza che non fa altro che frignare. La si potrebbe accomunare allo stereotipo di vecchietto che grida ai ragazzi che giocano:"Via dal mio prato!" e che non fa altro che borbottare e starsene chiuso in casa. Insomma abbiamo una vecchietta scorbutica che deve badare ad ragazzina piagnucolona, sembra un clichè dei giorni nostri.
    Fortuna Jacopo

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