“- Ah! ecco quelli delle novità, - disse il mercante, smontando, e lasciando il cavallo in mano d'un garzone. - E poi, e poi, continuò, entrando con la compagnia, - a quest'ora le saprete forse meglio di me.- Non sappiamo nulla, davvero, - disse più d'uno, mettendosi la mano al petto.- Possibile? - disse il mercante. - Dunque ne sentirete delle belle... o delle brutte.”
A quanti di voi è successo di dare ragione a qualcuno discutendo di un qualsiasi argomento perché non eravate abbastanza informati o perché avete pensato: “se lo dice lui/lei allora va bene”?
Immagino che a tutti sia capitato almeno una volta, succede oggi, succedeva un tempo.
Dopo gli spiacevoli episodi di Milano Renzo è ricercato dalla giustizia con l’accusa di aver condotto una delle rivolte in città, così decide di fuggire a Bergamo dal cugino Bortolo. Dopo un lungo cammino Renzo decide di fermarsi in un’ osteria a Gorgonzola, paesino vicino al confine con la terra di San Marco, dove ascolta una conversazione tra un mercante di Milano e dei contadinotti del posto.
Questi, affamati di news su Milano, attendevano con ansia l'arrivo di qualcuno per essere aggiornati.
Il mercante raccontò ciò che sapeva, e parlando di Renzo lo descriveva come un mascalzone, un delinquente, capo dei rivoltosi. Tutti loro credettero ingenuamente a ciò che raccontava, senza metterlo in dubbio.
Personalmente, dopo aver letto questo capitolo dei Promessi Sposi, ho colto un preciso significato.
Sappiamo bene che Manzoni ha scritto il romanzo per sottolineare la situazione storica dei suoi tempi. Voleva rivolgersi alla gente per trasmettere un messaggio politico e pedagogico: gli italiani non dovevano farsi sottomettere dagli spagnoli.
Secondo me questo episodio vuole appunto specificare quanto la popolazione si facesse facilmente influenzare dal mercante, che funge da personificazione del potere.
Nel passato questo genere di sottomissione era causato dall’ignoranza generale, infatti lo scopo di Manzoni era proprio quello di far aprire gli occhi a tutti.
Oggi, nonostante il livello culturale medio si sia notevolmente alzato, rimane comunque una certa influenzabilità.
Solitamente chi è più preparato nell’affrontare un argomento cede meno facilmente alle opinioni altrui, quindi chi ha maggiori conoscenze non cambia idea facilmente. Al contrario le persone meno informate si lasciano influenzare per motivi che non riguardano il contenuto del discorso.
La giusta soluzione per non lasciare che le persone ci influenzino negativamente è l’aver maturato un senso critico e l'aver imparato a riflettere con la propria testa avendo solidi principi e giudizi.
Tea Posenato 2Ds
Ottima analisi e approfondimento ben strutturato.
RispondiEliminaSono pienamente d'accordo con le tue parole, è estremamente vero il fatto che tutt'oggi le persone si lascino facilmente influenzare da coloro che pensano di saperne di più. La cosa che mi fa più riflettere però e che queste persone tendano a fidarsi ciecamente di ciò che sentono ed in seguito sono inclini a fare proprio un pensiero potenzialmente errato, non ponendosi neanche il problema di provare a svilupparne uno personale che magari apparirebbe anche come più giusto ed interessante.
AF
salve a tutti,
RispondiEliminada sempre le persone tendono a credere a quello che dicono, e creare discussioni e pensieri su queste senza pensare se effettivamente queste cose dette siano vere o no, e così sviluppano un pensiero sbagliato.
Sopratutto in questi ultimi anni le fake news si stanno sempre si più diffindendo, perchè le persone cominciano a credere a tutto quello che vedono nel web o sentono per strada, ma grazie al tuo articolo ho capito che è sempre stato così!
Io penso che le persone debbano cominciare a sviluppare un proprio pensiero e trovare informazioni da fonti accertate, e non le prime che si trovano. Sta proprio qua il problema, le persone credono ormai a tutto quello che sentono e leggono!
V.C 4