“Uomo di studio, a cui non gli piaceva né di comandare né d’ubbidire”
Ed ecco Don Ferrante, un personaggio dei Promessi Sposi, marito di donna Prassede, considerati il colto del paese, ammirato da tutti per la sua saggezza. Manzoni nel suo romanzo parla di questa figura con una leggera ironia e lo prende come esempio dello studioso dell’epoca. Scaffali pieni di libri e lunghe giornate passate a leggerli, oltre a una grande passione per l’astronomia .
“Don Ferrante passava di grand’ore nel suo studio, dove aveva una raccolta di libri considerabile, poco meno di trecento volumi: tutta roba scelta. Tutte opere delle riputate, in varie materie ;in ognuno delle quali era più o meno versato.”
In realtà ai giorni d’oggi non esistono più figure come quella di Don Ferrante; mentre una volta la cultura (e quindi di conseguenza lo stato sociale di una persona) si misuravano anche attraverso il numero di libri posseduti e letti, oggi i punti di riferimento sono ben altri. Durante il periodo Manzoniano, gran parte della popolazione era analfabeta ed erano solamente in pochi coloro che avevano il privilegio di studiare, in questo modo c’era un forte dislivello culturale tra la gente. Gli analfabeti vedevano tutto ciò che veniva detto dalle persone che avevano studiato come qualcosa di estremamente vero e incontestabile, facendo nascere così il mito del “colto del paese”, colui che sa tutto. Oggi, invece, considerando che tutti hanno diritto a riceve un’istruzione scolastica di base, queste disparità tra la popolazione sono scomparse quasi del tutto. Le selezioni culturali però capitano a volte tra gli anziani del paese, dove pochi sono quelli che hanno concluso la scuola, e in questo caso le persone che svolgono” lavori importanti” godono di maggiore rispetto. Oggi giorno le parole dello studioso non vengono prese sempre in considerazione perché di colti ce ne sono molti di più. La maggior parte della popolazione è in grado di farsi da sola una opinione che a volte può essere in contraddizione con quella degli studiosi. Secondo voi come si sarebbe trovato il nostro Don Ferrate a vivere in un’epoca come la nostra, dove una figura come la sua sarebbe stata una tra le tante?
Valentina Gentilin
Don Ferrante, il personaggio dei Promessi Sposi descritto con ironia da Manzoni, rappresenta una figura tipica del suo tempo: il colto, il saggio, l’intellettuale ammirato dalla comunità per il suo sapere.
RispondiEliminaSe Don Ferrante vivesse nel nostro tempo, la sua posizione sarebbe senza dubbio diversa. Figure come quella di Don Ferrante, che un tempo erano considerate importanti, oggi sarebbero probabilmente viste come una tra le tante, infatti il mondo di oggi offre opportunità e strumenti che rendono la conoscenza più diffusa e accessibile, riducendo la differenza tra colti e ignoranti.
A.B. 1
Articolo ben scritto col quale però non mi trovo completamente d'accordo. Io credo che al giorno d'oggi ci siano ancora figure come quella di Don Ferrante che viene dipinto da Manzoni come uomo che sa "tutto e niente", come uno studioso di materie particolari come l'astrologia o la cavalleria e che però è comunque dipinto dalla società come valoroso studioso. Secondo me ad oggi il dibattito pubblico è troppo spesso inquinato da figure paragonabili a quella di Don Ferrante che pretendono di spargere opinioni che fuorviano le persone o che sono, nel peggiore dei casi, deliberatamente false; molte volte questi presunti studiosi vengono portati sul palmo di una mano dal sistema d'informazione il quale troppo spesso non riesce a bonificare il dibattito pubblico dalla presenza di questi fantomatici studiosi. Ciò che tutti noi dobbiamo imparare a fare è riconoscere le opinioni personali dalla realtà e assicurarci che le persone che dovrebbero informarci siano veramente competenti e che non vogliano solo "comprarci".
RispondiEliminaL.P