7 giugno 2011

'HO IMPARATO', DICEVA..



“ Il bello era a sentirlo raccontare le sue avventure: e finiva sempre col dire le gran cose che ci aveva imparate, per governarsi meglio in avvenire. "Ho imparato," diceva, "a non mettermi ne' tumulti: ho imparato a non predicare in piazza: ho imparato a guardare con chi parlo: ho imparato a non alzar troppo il gomito: ho imparato a non tenere in mano il martello delle porte, quando c'è lì d'intorno gente che ha la testa calda: ho imparato a non attaccarmi un campanello al piede, prima d'aver pensato quel che possa nascere." E cent'altre cose. “

Nella vita ci sono due tipi di persone: quelle ottuse, e quelle che dagli errori imparano. Le prime sono quel tipo di persone che dopo aver commesso un errore, potrebbero ripeterlo per altre cento o mille volte, sempre identico, sempre uguale; questo perché non sanno capire ciò che di sbagliato c’è nelle loro azioni, non sanno trovare la parola che non funziona nella loro frase e, di conseguenza, continueranno a riscriverla la in modo scorretto. Questo può essere conseguenza di un atteggiamento troppo orgoglioso per ammettere i propri errori o semplicemente dell’essere troppo testardi e non riconoscerli nemmeno.
Le seconde, invece, sono persone che, dopo aver commesso un fallo, sono in grado di capire dove hanno sbagliato, capire le cause della loro azione e le conseguenze, per poi cercare di non commettere più errori simili. Certo, non è semplice, ma il nostro amico Renzo è entrato ufficialmente a far parte di questa categoria. Dopo le sue numerose avventure, tra rivolte, sbronze e soliloqui nelle piazze di Milano, Renzo, insieme con Lucia, si trasferisce a Bergamo e inizia una nuova vita. Manzoni, sottolinea nel Romanzo come questo importante personaggio sia in grado di apprendere dai propri errori, ‘per governarsi meglio in avvenire’, e come sia fiero di raccontarlo ai suoi figli, perché essi possano prenderne esempio.
Il nostro protagonista, quindi, giunti a conclusione, ha superato la prova e si è dimostrato un personaggio positivo, che cresce nel corso di tutta la narrazione e cambia in meglio.
Perciò, si può imparare dai propri errori?
Noemi Bolzon

14 commenti:

  1. Anonimo13:37

    Bel post! Io personalmente sono convinta che tutti facciamo degli errori . A volte da questi impariamo , a volte sappiamo che alcuni errori non vanno fatti , ma li rifacciamo comunque e a volte siamo incosapevoli che stiamo sbagliando. Quando si vive la propria vita , si devono mettere anche gli errori in conto , perchè la vita non sarebbe completa senza di essi . Ci sono volte che vorremmo tornare indietro per cambiare i nostri errori , quelle volte in cui vorremmo avere una macchina del tempo per tornare indietro e magari rimediare o cancellare quel che è stato , ma non possiamo , il passato è fatto proprio per questo , per non ricommettere gli stessi errori , è fatto per insegnarci , lasciamolo dov'è. Personalmente ci sono moltissime scelte e strade di cui mi pento di aver preso nella vita, ho molti rimpianti e rimorsi ma eppure non vorrei tornare indietro , perchè fare errori e poi imparare le proprie lezioni sulla propria pella ci fa maturare , ci cambia. Il più grande errore che si può fare nella vita è quello di aver sempre paura di farne uno. Si sbaglia sempre. Si sbaglia per rabbia , per amore , per gelosia , si sbaglia per crescere , per maturare. Si sbaglia perchè non si è perfetti, si è umani.



    Maria Vaccaro

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  2. Anonimo15:58

    Completamente d'accordo. Nasciamo e cresciamo in modo differente, educati per una parte in un modo dai nostri genitori e dall'altra parte noi abbiamo i nostri caratteri innati che ci portano ad essere, crescendo, più il tipo di persona orgogliosa o un tipo che impara dai propri errori per crescere. Non siamo tutti uguali ed è possibile discutere per questo fra di noi. Per me è giusto imparare a conoscere i limiti e i caratteri di chi ti sta accanto per molto tempo, è molto utile e serve a farti crescere anche te, personalmente. Ci sono degli effetti negativi in entrambi i tipi di persona, se sei troppo orgoglioso rischi di risultare uno a cui non importano le relazioni personali perchè sembra che non ci dai impegno e lasci al caso, non vuoi rispondere o dare segno di importartene; magari la questione è un'altra ma non giova, in queste situazioni, essere troppo orgoglioso. Imparare dai propri errori è giustissimo, è la vita, è la crescita personale, certo ma non cercare in ogni attività un qualcosa di sbagliato per imparare la lezione. Insomma, non cambiare ciò che si è, ognuno è nato con caratteristiche sue, per me è importante però, saperle gestire quando ci si relaziona con gli altri.
    Elisa Sbalchiero

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  3. Anonimo17:01

    bel post, conciso e chiaro, non avrei saputo scriverlo in modo migliore.
    Spesso si fanno gli errori perché non si pensa alle conseguenze, o magari perchè si pensa a delle conseguenze differenti.
    Personalmente ho passato ore a chiedermi perché ho fatto alcuni errori, ed il motivo è semplice: perché in quell'istante sembrava la cosa giusta da fare, la cosa giusta da dire, eppure poi sono stata divorata dai rimorsi e dai continui "se non avessi fatto così", "se potessi tornare indietro" ma è solo grazie agli errori che sono diventata ciò che sono.
    Sono certa di non essere l'unica ad essermi trovata in situazioni del genere, sono anche certa che gli errori vadano commessi, e più se ne fanno e più si cambierà si migliorerà.
    Come dice il detto "dagli sbagli s'impara"
    Gigliola Ferretto

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  4. Anonimo04:55

    Un post che fa pensare a come le perone non sempre pensino ai loro errori.
    L' orgoglio rovina spesso i rapporti, e parlo da persona che lo è. Non sempre si ha il coraggio di ammettere di aver sbagliato, perché farlo sarebbe un contradire la propria persona. Ma dagli errori si può imparare, se una persone riesce ad essere autocritica con se stessa, se riesce a guardare tutti gli aspetti della situazione, e ammette di aver sbagliato o semplicemente chiedere scusa, siamo già ad un buon punto. Il problema sta nella mente umana, siamo noi che vogliamo essere orgogliosi e testardi, a mio avviso, una persona può avere queste caratteristiche innate, ma nel tempo possono non avere la meglio, ripeto, dipende sempre da una persona.A volte entra in gioco anche l' umiltà nel dire che si ha sbagliato, o anche il mettersi in relazione o confronto con altri per capire come si sarebbe potuta evitare quella determinata situazione.
    I.D 7

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  6. Alla domanda "si può imparare dai propri errori?" di getto risponderei di si ma, ragionandoci su, penso che si possa imparare e di conseguenza attivarsi verso un miglioramento, solamente dopo aver ammesso e riconosciuto l'esistenza di tale errore.
    Non si devono negare propri falli, l'essere umano sbaglia perché è nella sua natura e perché la perfezione ,nonostante ci ostiniamo a cercarla ,non esiste.
    Sicuramente è più produttivo avere l'umiltà e la forza di dire "ho sbagliato" invece che negare molto spesso anche davanti all'evidenza per poi finire nuovamente con il ripetersi della situazione analoga.
    Poi c'è anche chi si ostina a far la cosa sbagliata pur sapendolo perché ritiene la più giusta da fare.
    Nel Romanzo incontriamo un'evoluzione del personaggio di Renzo alla fine del quindicesimo capitolo quando, dopo aver ingenuamente commesso lo sbaglio di ubriacarsi e di rivelare il suo nome, tra la folla si ingegna per cercare di scappare dagli sbirri e dal notaio mettendo in atto la furbizia.
    L'importante è partire da dove si è sbagliato per ricominciare, senza colpevolizzarsi troppo per la decisione presa anche perché tornare indietro non si può.
    Imparare dagli errori fa parte della vita.
    Virginia Chemello

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  8. Anonimo11:43

    Bl post, comunque sia l uomo moderno che quello antico si è posto questa domanda ma che alla quale dopo secoli di pensatori e dipoeti non si è ancora riusciti a dare una risposta soddisfacente .
    Proprio perchè nessun uomo è uguale ad un altro è plausibile che non tutti agiscano o pensino nella stessa maniera e quindi molte persone riescono a capire e correggere i loro errori , ma molti altri no quindi ,secondo me, la vera risposta non è ne si ne no ma dipende tutto da che tipo di persona commette gli errori e che errori commette
    giacomo fabris8

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  9. Anonimo06:05

    Bel post ma molto sintetico. Avrei aggiunto qualche aneddoto in più sulle vicende di Renzo in modo da argomentare meglio la tua tesi. Ad ogni modo sei riuscita a delineare molto bene la differenza fra persone ottuse e quelle che imparano dagli errori. Il personaggio di Renzo sicuramente ha subito un'evoluzione all'interno del romanzo. Da persona ingenua ma anche impulsiva ha imparato a riflettere prima di compiere un'azione e a valutare in maniera più critica gli individui che lo circondano. Penso fermamente che si possa imparare dai propri errori, perché l'esperienza, anche negativa, ci serve per diventare adulti. Tuttavia una persona si dimostra veramente matura quando riesce a prevedere le conseguenze che una azione può comportare, e di conseguenza evita di commettere lo sbaglio. Prevenire sicuramente è meglio di curare, anche se mi rendo conto che noi molte volte agiamo di impulso e solo dopo ci rendiamo conto che avremmo potuto evitare di dire quelle parole e di commettere quelle azioni che magari, senza volere, hanno arrecato danno a persone a noi care. In questo caso il passaggio fondamentale è ammettere il proprio sbaglio e cercare di non perseverare.
    Alessia Liotto

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  10. Anonimo17:34

    L'errore è umano. Capita di sbagliare, l'importante sarebbe non continuare a sbagliare sempre sulle stesse cose, perché altrimenti non si impara a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Bisogna avere il coraggio di pensare ed agire veramente con la testa, pensando sempre alle conseguenze delle proprie azioni. Tutti noi abbiamo commesso errori che non vogliamo ammettere, forse perché ingenui o perché erano già stati commessi diverse volte in precedenza, ma non bisogna avere di paura di ammettere le proprie colpe perché anche il fatto di essere sinceri aiuta a non sbagliare e aiuta a distinguere le possibilità che la vita ci offre.
    Pardis Naghieh

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  11. Anonimo10:48

    Rispondendo alla tua domanda finale,certamente, anzi, imparare dai propri errori è forse la cosa che aiuta di più la crescita della persona. Gli errori che commettiamo anche se sono "cavolate" possono comunque farci realizzare qualcosa, darci uno spunto, per migliorare noi stessi e la nostra personalità e ci danno una maggiore maturità, riuscendo anche a dare,come fa Renzo con i suoi figli,dei consigli alle generazioni future in modo che non inciampino nei nostri stessi sbagli. Molto spesso quando ci sentiamo dire dai nostri genitori "Noi questo lo abbiamo passato" la maggior parte di noi se ne frega e va avanti comunque e spesso sbagliamo e veniamo rimproverati però secondo me è veramente un bene a volte sbattere la testa contro un muro perchè invece di rompersela possiamo farcela più forte.
    Piana Andrea

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  12. Anonimo17:01

    Renzo è sicuramente uno dei personaggi meglio realizzati e caratterizzati di tutto il romanzo. Fin dai primi capitoli è stato in grado di capire i propri errori e reagire di conseguenza, per evitare di commetterli nuovamente. Ciò rende Renzo un personaggio attivo che, al contrario di altri personaggi come lucia, ha una " trasformazione" durante lo svolgimento della trama. Detto questo si può vedere come anche nel romanzo la gente possa imparare dai propri errori, c è sempre qualche impiccio che rende ostica la missione dei protagonisti e un modo per risolverli è sempre presente. Elia Maran

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  13. Anonimo17:14

    Il personaggio che più ammiro in questo romanzo è sicuramente Renzo.Di errori ne ha fatti tanti ma alla fine è sempre riuscito a migliorare e a crescere.
    Dopo aver fatto parte di rivolte,tumulti e manifestazioni Renzo ne è sempre uscito a testa dimostrando la sua intelligenza e la sua maturità.
    Nella vita si possono commettere molti sbagli ma solo le persone intelligenti e con una grande capacità di cambiamento riescono a superarli.
    Molte persone infatti riescono a commettere uno stesso errore per molte volte senza capire dove hanno sbagliato.
    Io penso che gli errori siano molto importati durante il corso dello sviluppo. Come dice il detto " sbagliando si impara"!
    Chiara Pegoraro

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  14. Anonimo05:29

    Post che fa riflettere! Renzo nel romanzo è sicuramente un personaggio buono, è consapevole dei propri sbagli e non si vergogna a parlarne. Ha un percorso di crescita all'interno del racconto, dopo aver affrontato i mille problemi che gli accadono si rialza sempre a testa alta, pensando alla sua amata. Lui impara dai suoi errori e fa in modo di non ripeterli più. Ci sono persone invece che credono di non sbagliare mai, credono di essere perfette. Non vogliono ammettere che come tutti si può commettere errori. Si sbaglia sempre. Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia ecc. Si sbaglia per imparare. Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per poter maturare. Si sbaglia perchè non si è perfetti.
    Colui che non sbaglia mai perde delle occasioni per imparare qualcosa.
    Penso che si impari molto dai proprio errori. Come dice il detto "sbagliando si impara."
    Trivellato Viviana

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