

“[…] Quando Renzo entrò per quella porta [...] Un fossatello le scorreva nel mezzo, fino a poca distanza dalla porta, e la divideva così in due stradette tortuose, ricoperte di polvere o di fango, secondo la stagione. […]”cap.XI
Milano, nel 1628, si presentava agli occhi di tutti diversa da com’è adesso. Al tempo di Manzoni, e dei Promessi Sposi, era governata dagli spagnoli i quali dettavano le leggi a modo loro senza alcuna preoccupazione perché gli italiani non si ribellavano a questa situazione: è questo che il Manzoni volle far capire con il suo romanzo.
Nei Promessi Sposi, Milano era dotata di tre porte: Porta Orientale, per la quale Renzo Tramaglino e i Lanzichenecchi fanno il loro ingresso nella città; il primo per recarsi al convento per cercare Padre Bonaventura, i secondi, invece, causa scatenante della peste. La seconda è Porta Romana, nella quale si transitava per entrare sulla strada in direzione di Roma, oggi situata in piazza Medaglie d’Oro; e, infine, Porta Comasina. Milano era divisa in sei rioni, tre dei quali si riconoscevano per gli stemmi posti sulle tre Porte.
Già all’ora, Milano era un centro culturale di interesse. Possedeva una biblioteca: la veneranda Ambrosiana, fondata nel 1607 dallo stesso Federico Borromeo.
Oggi Milano è ancora dotata di queste porte, ma non svolgono più la funzione di un tempo (di ingresso alla città)infatti alcune di esse si trovano nelle piazze, considerate dei monumenti storici importanti. Nel corso dei secoli, infatti, due di queste hanno persino “cambiato il loro nome”: da Porta Orientale a Porta Venezia, in nome della città rimasta austriaca dopo la seconda guerra di indipendenza, e da Porta Comasina a Porta Garibaldi.
Oggi come all’ora, grande centro culturale, ma non come adesso ricco di biblioteche, musei e molte università. Le biblioteche più storiche sono tre: la veneranda Ambrosiana, la nazionale Braidense, voluta da Maria Teresa d’Austria nel 1770, e la civica Trivulziana fondata nel 1935 dalla famiglia Trivulzio, al cui interno anche un laboratorio di restauro. Ma anche la Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani, la Biblioteca Centrale di Ingegneria del Politecnico di Milano, e la Biblioteca del Conservatorio Giuseppe Verdi. Tra le università ricordiamo l’Università degli Studi di Milano e i musei più importanti sono la Pinacoteca di Brera e la pinacoteca Ambrosiana assieme alla biblioteca ambrosiana.
Ed è qui che tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre si tiene la settimana internazionale della moda, un evento prestigioso che richiama molti stilisti e personaggi famosi.
Ma Milano, la sera si trasforma: diventa la “Milano da bere” nella quale nessuno si risparmia, assumendo droga e bevendo alcolici fino all’alba.
Zarantonello Gessica
Sono pienamente d’accordo con l’autore: l’articolo evidenzia in modo interessante il contrasto tra la Milano del passato e quella attuale. Mi è piaciuto perché offre un viaggio storico e culturale attraverso i secoli, collegando la città dei Promessi Sposi con la Milano moderna, ricca di storia, arte e innovazione. La descrizione delle porte storiche, delle biblioteche e delle università sottolinea l’importanza del patrimonio culturale milanese, mentre l’accenno alla "Milano da bere" mostra come la città abbia anche una vivace anima contemporanea e dinamica.
RispondiElimina∆commento di N.Z 2be
EliminaConcordo con l’autrice il testo propone un interessante confronto tra la Milano del Seicento e quella odierna, mettendo in risalto le trasformazioni sociali, culturali e architettoniche della città. Ho apprezzato in particolare la descrizione delle porte storiche e della loro evoluzione nel tempo, che evidenzia come Milano abbia saputo conservare tracce del suo passato, adattandole però al presente. Il riferimento alle biblioteche storiche e alle università è significativo, poiché dimostra quanto il capoluogo lombardo sia sempre stato un centro di sapere e cultura. Inoltre, l’accenno alla “Milano da bere” offre uno spunto di riflessione sulla duplice natura della città: un luogo di innovazione e cultura, ma anche di eccessi e contrasti tipici della modernità.
RispondiEliminaD.M.F 2be
EliminaMi è piaciuto molto questo articolo, perchè ci permette di riscontrare i luoghi di cui abbiamo sentito narrare all'interno delle pagine dei Promessi con quella che è la realtà della città di Milano oggi. E' stato molto interessante anche l'aspetto della storia delle porte di accesso alla città, permettendoci di scoprire cose che nel libro non venivano nominate.
RispondiEliminaG.B.
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